giovedì 11 ottobre 2007

Viviamo come aquile o come polli?

Dopo avervi parlato di Louise Hay e della sua filosofia, vorrei oggi presentarvi un’altra persona che magari i più già conosceranno, e che ha scritto dei libri davvero belli e utili per la crescita interiore e il cammino verso la consapevolezza: Antony De Mello.

Non sapete chi è?
E se vi cito “Messaggio per un’aquila che si crede un pollo” (titolo di uno dei suoi libri), vi viene in mente?

Beh, ad ogni modo vorrei proprio iniziare proponendovi la storia dell’aquila….

Un uomo trovò un uovo d’aquila e lo mise nel nido di una chioccia.
L’uovo si schiuse contemporaneamente a quelle della covata, e l’aquilotto crebbe insieme ai pulcini.
Per tutta la vita l’aquila fece quel che facevano i polli del cortile, pensando di essere uno di loro.
Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti, chiocciava e schiamazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche decimetro.
Trascorsero gli anni, e l’aquila divenne molto vecchia. un giorno vide sopra di sé, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d’aria, muovendo appena le robuste ali dorate.
La vecchia aquila alzò lo sguardo, stupita. “Chi è quello?” chiese.
“E’ l’aquila, il re degli uccelli”, rispose il suo vicino. “Appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perché siamo polli”.
E così l’aquila visse e morì come un pollo, perché pensava di essere tale.

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mercoledì 10 ottobre 2007

Cosa significa Shiatsu

Shiatsu è una parola giapponese composta da “shi” e “atsu” che letteralmente significa “premere con le dita”.

Andando però indietro con gli anni, si pensa che “shi” sia una contrazione del termine “shin” che ha un significato molto ampio, ma che si può riassumere nella parola “amore”.

Shiatsu, quindi, non significherebbe semplicemente premere con le dita, bensì “premere con amore”.

Ed è proprio in questa definizione che si racchiude l'atteggiamento che "tori" (colui che pratica lo shiatsu) dovrebbe avere nei confronti di "uke" (colui che riceve lo shiatsu).


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martedì 9 ottobre 2007

Giorni bui / 2

Eccomi qui, di nuovo a parlar di giorni bui, riprendendo l’argomento affrontato qualche post fa per arricchirlo di altri suggerimenti.

Io sono dell’idea che tutte le cose che ci accadono, non arrivano per caso nella nostra vita. Certo è che delle cose belle non ci lamentiamo, quelle brutte, invece, vorremmo non arrivassero mai. E questo è più che normale!
Dobbiamo però pensare che anche le difficoltà e le avversità, alla resa dei conti, vengono per il nostro bene, per farci crescere e migliorare nel nostro cammino.

Ogni esperienza vissuta fino in fondo, nel bene e nel male, è un’opportunità che ci viene offerta. Sta a noi scegliere se viverla in tutta la sua interezza, quindi con tutto il nostro corpo, oppure viverla solo in parte, rifiutando a priori tutto ciò che la nostra mente, influenzata dalle convenzioni sociali, ritiene sconveniente.

Quando affrontiamo un dolore, vuol dire che stiamo vivendo un cambiamento. Ogni cambiamento porta in sé un movimento di energia, è uno stimolo e finché siamo stimolati possiamo sentire una spinta ad agire.

Quindi, in parole povere, quello che voglio dire è che le cose brutte che ci capitano hanno un loro perché, a volte ci è dato di capirne il senso dopo qualche tempo, o dopo molto, a volte non si arriva mai a capirlo.

La cosa importante è non chiudersi nel dolore, ma lasciarsi attraversare da esso, viverlo non con la mente, ma con tutto il corpo, ascoltandosi e osservandosi, senza giudizio.

Poi, come si suol dire “non può piovere per sempre”…tutto si trasforma e anche il dolore, piano piano passa rigenerando in noi un nuovo stato di benessere…nel frattempo noi saremo diventati più forti e con un bagaglio di esperienze più ampio.

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lunedì 8 ottobre 2007

BeFunky! Trasformati in un fumetto!!!

Cari amici,

io che ho sempre sognato di poter trasformare le mie foto in fumetti, vi segnalo questo nuovo straordinario sito: BeFunky
Grazie a BeFunky potrete creare il vostro avatar oppure trasformare le vostre foto e i vostri filmati in fumetti!!!

Purtroppo, il sito è in versione beta e quindi si accede solo su invito.
Per fortuna, si può richiedere l'invito direttamente nel sito...io ho aspettato appena quattro giorni per riceverlo!!!

Ed ora ecco che Olimpianet in versione fumetto manda un bacio a tutti voi!!! ^__^




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mercoledì 3 ottobre 2007

Zazen

Per praticare la meditazione zazen ci sediamo rivolti verso il muro, uno accanto all’altro, con i glutei che poggiano sui talloni, le ginocchia ad una distanza pari alla lunghezza dell’avambraccio, la mano destra che raccoglie la sinistra e i pollici che si congiungono con una leggera pressione formando un ovale, come se dovessero sostenere un foglio di carta. Le mani sono poggiate alla base dell’addome. La schiena è diritta. Il bacino è ruotato verso l’esterno (idealmente il sacro tende al cielo). Il mento è un po’ rientrante e questo fa sì che la parte posteriore della nuca tenderà verso l’alto. Questo permette alla schiena di allungarsi. Lo sguardo poggia sul pavimento a circa mezzo metro di distanza in avanti, senza fissarsi su un punto specifico, in modo da formare un angolo di 45 gradi con il pavimento. La bocca è leggermente aperta.

Ci sono diverse posizioni in cui si può praticare lo Zazen. Questa è quella che utilizziamo nel nostro dojo.

Durante la meditazione si respira con la pancia, non vi è nulla che si deve fare, solamente mettersi lì e stare in attesa, sentire come respira il proprio corpo.

Questo significa che non si deve nemmeno pensare, anzi, i pensieri sarebbero proprio da evitare del tutto!!!

Uso il condizionale perché, a parte la postura da mantenere, il non pensare è la cosa più difficile da raggiungere.

Si dice che solitamente nello Zazen si passano tre fasi:
- il pensare;
- il pensare di non pensare;
- il non pensare.

Nel nostro dojo, prima di iniziare ogni lezione di shiatsu, pratichiamo 20 minuti di Zazen.

Quando pratico lo Zazen faccio sempre un’enorme fatica ad arrivare allo stadio del non pensare.
Molte volte non lo raggiungo proprio: sembra che i miei pensieri si presentino tutti lì insieme proprio al momento dello Zazen!!!

Praticando spesso, poi, subentra l’abitudine: i 20 minuti di meditazione passano velocissimi e succede che li trascorro lottando contro i miei pensieri, oppure seguendo i miei pensieri senza accorgermi che lo sto facendo!!!
Beh, lo so, in questi casi, magari dovrei aumentare il mio impegno… ^__^


Ieri sera sono ricominciate le lezioni nel dojo.
Erano quasi due mesi che non praticavo lo Zazen, da quando ero tornata dal corso di Tao Massage.
E’ stata davvero dura: i 20 minuti mi sono sembrati un’infinità, i pensieri non avevano nessuna intenzione di andarsene e i piedi piano piano hanno iniziato a trasformarsi in due blocchi di cemento!!!
Niente di nuovo, comunque…stadi già affrontati in altre meditazioni…

La cosa bella è stato il “sentire”, nel momento in cui la mia attenzione (pur distratta dai pensieri!!!) è andata al mio corpo, al suo respirare, ho percepito l’energia dei compagni che stavano ai miei fianchi…
E l’energia che pulsava dal mio hara e passava attraverso le mie mani ad ogni respiro….

Ogni volta questa cosa mi meraviglia e mi dà gioia nel sentirla…

Purtroppo è una cosa che non si può spiegare…non potrà mai restituire l’equivalente delle sensazioni vissute….è tutta da provare…

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lunedì 1 ottobre 2007

Bambola silenziosa

Credo che molti conoscano o abbiano sentito parlare del prof. Pinetti, del suo algoritmo e della sua applicazione per definire il nickname ancestrale di un blogger.

Beh…anch’io ho ceduto alla tentazione e ho sottoposto il nome del mio blog alle analisi del prof. …

ed ecco il certificato che mi ha rilasciato:



Bambola silenziosa….mmmmm…….direi che mi si addice…

^__^

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Sesshin di apertura del Dojo

Ottobre, l’estate è definitivamente finita, il pensiero va a quanto sia stata breve e fugace, ma comunque bella…peccato che sia già finita!!!

Ma adesso è tempo di ricominciare, di riprendere i percorsi sospesi per la pausa estiva…

E così ieri ha riaperto anche il Dojo dove frequento la scuola di shiatsu.
Ha riaperto con una bella sesshin: ogni anno il Maestro presenta i corsi che si tengono (shiatsu e kung fu) in maniera diversa…

Bellissimo vedere gli allievi di kung fu concentrati nei loro combattimenti…

Sentire nuovamente la voce del Maestro e le sue parole già note, ma non ancora comprese del tutto…

Ogni anno si vedono facce nuove…chissà quali di esse rivedrò al corso…di sicuro alcune già so che non ci saranno, arrivate lì forse per pura curiosità oppure spaventate poi dalle parole del Maestro (“qui non si viene per ottenere, ma per imparare”, “qui imparerete a sentire e questo significa sentire meglio anche il dolore”).

Ad ogni modo, questa settimana riparto anch’io, con lo shiatsu: terzo anno, ultima tappa di questo percorso…anche se io sento di essere appena agli inizi del mio lungo cammino…

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